L’ordine come viaggio interiore
A volte abbiamo bisogno dell’ordine per fare un reset.
Per fermarci, respirare e ritrovare equilibrio dentro e fuori di noi. Riflettere e prendersi del tempo è un lusso raro, ma essenziale.
L’ordine non è uno stato fisso: è un processo, un cammino fatto di piccole scelte quotidiane.
Nella mitologia, due divinità incarnano questo dualismo: Apollo e Dioniso.
Apollo rappresenta la bellezza dell’armonia, la coerenza, la chiarezza delle forme.
Dioniso, al contrario, ci invita a lasciar andare, a non attaccarci alle cose, a fare spazio nella mente.
Solo liberandoci del superfluo possiamo vivere un’esperienza davvero gratificante: lo spirito diventa più chiaro, leggero, autentico.
Fare ordine è farsi domande
Ma perché sentiamo il bisogno di mettere ordine?
E per chi lo facciamo?
Mettere ordine non significa solo sistemare oggetti: è un atto simbolico.
Ogni volta che riordiniamo, ci interroghiamo su ciò che conta davvero.
Abbiamo bisogno di stabilire un ordine esteriore per ottenere un ordine interiore?
Spesso inseguiamo cose effimere, credendo che ci rendano felici.
Corriamo dietro al tempo e vorremmo, a volte, poterlo mettere in pausa per recuperare.
Ma proprio in quei momenti di confusione possiamo porci la domanda più importante:
di cosa abbiamo veramente bisogno?
L’ordine nella vita quotidiana
Come osserva Isabelle Benet, “l’ordine si ripercuote sulla famiglia quando senti che tutto è sotto controllo, non solo in apparenza”.
È una sensazione di calma, di equilibrio, che nasce dal senso di padronanza sulla propria vita.
Mettere ordine è anche l’arte di lasciar andare, di separarsi da ciò che non serve più.
Un gesto semplice che libera spazio — non solo nella casa, ma anche nella mente.
Prova a chiederti:
Con quale frequenza fai ordine, dentro e fuori di te?
Cosa rappresenta per te la parola estetica?
L’ordine ti porta gioia o ti genera ansia?
Efficienza, efficacia e qualità della vita
Nella psicologia aziendale, si parla spesso di efficienza ed efficacia.
L’efficienza è la capacità di fare di più in meno tempo; l’efficacia è quella di raggiungere un obiettivo.
Ma queste due dimensioni non appartengono solo al lavoro: ci riguardano anche nella vita quotidiana.
Essere efficienti significa avere più tempo per ciò che conta.
Essere efficaci significa dare un senso alle nostre azioni.
L’obiettivo, però, non è fare di più, ma vivere meglio.
Andare oltre la quantità, verso la qualità.
Come ricorda Sarah Lisa Folm, “gestire il caos” è il modo più diretto per raggiungere chiarezza interiore.
Perché l’ordine può davvero renderci felici: dona serenità, calma e un senso di controllo sulla nostra esistenza.
Il disordine, invece, spesso riflette il tumulto che abbiamo nel cuore.
L’arte di vivere con ordine
L’ordine non è rigidità, né perfezionismo.
È un dialogo costante con noi stessi, un equilibrio tra controllo e libertà.
È la consapevolezza che ogni cosa ha il suo posto — anche le emozioni, anche il tempo che non possiamo fermare.
Mettere ordine, in fondo, è un modo per ritrovare noi stessi.
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Possiamo davvero creare il tempo? Viviamo immersi in una corsa continua. Ci svegliamo già con la sensazione di dover rincorrere qualcosa: appuntamenti, scadenze, obiettivi, aspettative. E quasi sempre, alla fine della giornata, ci ripetiamo la stessa frase: “Non ho avuto tempo.” Ma è davvero così? È davvero il tempo a mancarci — o siamo noi che lo lasciamo scivolare via, senza imparare a crearlo? 🧠 La neurobiologia del tempo: il cervello come orologiaio Il nostro cervello non “percepisce” il tempo in modo oggettivo. Non esiste un unico orologio interno che scandisce le ore: il tempo, per il sistema nervoso, è una costruzione soggettiva, un effetto della nostra attenzione, delle emozioni e dello stato mentale. Quando siamo immersi in qualcosa che amiamo — un progetto, un dialogo, un tramonto — la nostra mente entra in uno stato di flusso. In quei momenti, i circuiti dopaminergici (quelli legati alla motivazione e al piacere) si attivano e la percezione del tempo si restringe: le ...
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