Come liberare la mente e diventare più produttivi: l’arte del One-Touch & Go Immagina una partita di tennis. La palla arriva precisa, invitante. Un tennista abile sa che il momento ottimale per colpirla con decisione e indirizzarla è al primo rimbalzo, ma con l’intenzione di attaccare, di prendere l’iniziativa e, se possibile, chiudere il punto alla prima occasione, senza farsela sfuggire. Indugiare, significa perdere il controllo, rallentare il gioco e potenzialmente mancare l’opportunità di un colpo vincente, permettendo all’avversario di riorganizzarsi e potenzialmente ribaltare la situazione. Questa potente immagine ci serve per capire come liberare la mente e diventare più produttivi utilizzando il principio del “One-Touch & Go”. Traslato nel nostro quotidiano lavorativo, questo principio ci invita ad affrontare e risolvere le attività e le decisioni di piccola entità non appena si presentano, con la mentalità di “chiudere il punto” rapidamente ed efficacemente.
Perché le persone smettono di impegnarsi, anche quando tutto sembra “a posto”? Negli anni ’60 uno psicologo sociale propose un’idea semplice e potente: non valutiamo ciò che riceviamo in valore assoluto, ma nel rapporto tra ciò che diamo e ciò che otteniamo… confrontandolo continuamente con quello degli altri. Quando questo equilibrio è percepito come giusto, l’energia del team scorre. Quando si rompe, l’impegno si ritrae: meno iniziativa, più difesa, a volte l’uscita silenziosa. Non è mancanza di motivazione. È una questione di equità percepita. La vera domanda è: abbiamo mai calcolato il costo delle perdite dovute al mancato engagement? I team che funzionano davvero non offrono solo risultati o incentivi: costruiscono giustizia, trasparenza e riconoscimento. Ed è lì che nasce l’effetto wow.