Vita da manager: che fatica (e perché non possiamo più ignorarlo)
Lo sappiamo tutti, anche se spesso facciamo finta di niente: essere manager oggi significa vivere in un equilibrio precario tra risultati da raggiungere, pressioni continue, email notturne, riunioni infinite e un tempo personale che sembra non bastare mai.
Una recente indagine su oltre 500 manager svizzeri restituisce un quadro molto chiaro:
dormiamo poco
facciamo fatica a ricaricare le energie, persino in vacanza
partecipiamo a riunioni spesso inefficaci
lavoriamo in aziende che raramente celebrano i successi
e troppo spesso non siamo davvero formati per fare i coach, ma solo per “fare i capi”
La verità è semplice e scomoda: la performance non può essere sostenibile se non lo è la persona.
Che cultura aziendale stiamo costruendo?
Questa dovrebbe essere la domanda centrale.
Stiamo creando una cultura che chiede sempre di più, o una cultura che permette alle persone di:
crescere
sbagliare
respirare
imparare
delegare
vivere?
Perché forse dovremmo ripartire proprio da qui:
dall’ascolto, dalla fiducia, dalla formazione autentica, dalla cura delle energie, non solo dei KPI.
Un manager sereno è un manager più lucido, più efficace, più umano.
E questo non è un “nice to have”: è ciò che sostiene davvero la crescita, l’innovazione e i risultati.
**Perché non c’è leadership senza benessere.
E non c’è risultato senza equilibrio.**
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